il Napoli ha vinto, anche io (afammocc’ cit.)

Nel senso della pecora, Murakami. Sfoglia le prime dieci pagine e poi attacca il wi-fi del telefono. Partita ore 18:00 a Fuorigrotta, il Napoli gioca in casa. Io metto le cuffie e in sottofondo la playlist Chill Out di Spotify per rilassarmi e godermi il viaggio. C’è il train manager che ha anche già verificato il biglietto. Chiudo gli occhi e vado in coma.

GOAL! Milik ha segnato al 25’ poco dopo che Morfeo mi aveva rapita. Apro gli occhi e mi sveglio.
Il ragazzo affianco a me se ne accorge. Mi offre della cioccolata dopo aver visto lo sguardo suicida rivolto al tipo davanti che aveva urlato. Accetto. Cioccolata al latte, preferisco quella fondente ma devo ammettere che era di qualità. Apprezzo e ringrazio.
Insigne segna al 26’: il Napoli ha deciso di rianimare il treno composto per metà di Napoletani, tifosi. Non sono un Ultrà ma tifo Napoli (tiè, cit.). Dopo la doppietta chiedo al tipo della cioccolata di aumentare la luminosità del cellulare per seguire la partita.

Dai convenevoli basic si passa a domande sulla destinazione di arrivo, come si vive a Bologna e a Milano, cosa ha spinto entrambi ad allontanarsi da Napoli, il lavoro.
Lui lavora alla NATO come informatico, ma aspetta di ricevere a breve la destinazione per iniziare un lavoro che lo soddisfi di più. Vuole fare il vigile del fuoco. Vuole essere più a contatto con il campo e aiutare le persone in difficoltà. Vuole allontanarsi dal suo pc e smetterla di simulare a video guerre che non esistono. Vuole essere d’aiuto, sul serio.

Vado dritta al punto, e gli chiedo quale sia la sua opinione sul suo futuro capo, Matteo Salvini. Non ha un’opinione in merito. Inizia così, inizia male.
Entro a gamba tesa sull’emergenza migranti. E’, ancora, neutrale perchè pensa di non saperne abbastanza. Ci può stare, ma stimolo la conversazione con concetti come: nazismo, tutela dei diritti umani, demonizzazione e non gestione del problema, manipolazione comunicativa, decreto sicurezza e riforma di Dublino.
Ritiene che esista una differenza tra la morte nei lager nazisti e quelli in mare. Chiedo di farmi spiegare la sottile differenza e pone come spartiacque la modalità e la logistica. Il tedesco andava a prenderli, l’italiano li respinge. Il primo li portava nei luoghi della morte, il secondo li lascia morire.

La partita sta finendo e il Napoli decide di chiuderla all’89’ con un rigore di Verdi. Il tipo della cioccolata si è salvato in calcio d’angolo: alla SNAI aveva giocato l’over del Napoli. Ha vinto, lui e il Napoli (afammocc cit).

Torno su Murakami e mi dice di averlo ricevuto come regalo di Natale. In questo libro si toccano temi come la solitudine dell’uomo, l’arroganza e lo strapotere della politica. Bene, appunto. Sei sulla giusta strada, penso.

Mi saluta dicendo che si sarebbe informato. Vuole osservare il problema da una prospettiva più ampia e avere un’opinione più oggettiva, diversa da quella pilotata dai media.
Ci siamo, scendo. Oltre al Napoli ho vinto anche io.

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