l’avocado e l’acqua: l’oro verde fa guerra all’oro blu

Le persone mangiano in media un avocado 4 volte la settimana. É buono, salutare e nutriente. Ricco di vitamine (A, E e D), ricco di omega3 e di acidi grassi. Il suo sapore ben si presta a ricette dolci oltre che salate: tartare di avocado e salmone, vellutata di cetrioli e avocado, torta fragole banane e avocado, carpaccio di vitello avocado e mandorle, totano con patate e avocado. In California le vendite sono aumentate del 140% negli ultimi 5 anni. É un business da 3 miliardi di dollari. Tutti lo vogliono, tutti vogliono possederlo.

Il Cile è il terzo paese esportatore di avocado al mondo. Petorca (nella regione del Valparaìso) è la città dove a partire dal 2006 si è intensificata la produzione di avocado e con essa l’utilizzo dell’acqua per irrigare ogni giorno i terreni a coltivazione intensiva. Per produrre un solo chilo di avocado servono circa duemila litri d’acqua. Quattro volte in più rispetto alla quantità necessaria per un chilo di arance, secondo il Water footprint network; e addirittura dieci volte in più rispetto a quella che serve per un chilo di pomodori. Dove oggi c’è terra arida, prima scorrevano fiumi. Le grosse aziende (i.e. Cabilfruit) hanno la possibilità, a differenza dei piccoli agricoltori locali, di scavare in profondità oltre i 7 metri per poter avere libero accesso alle falde. I residenti di quelle zone hanno diritto solo ad un accesso limitato dall’acqua, perchè la priorità è data alla produzione intensiva di avocado. Nani contro Golia. “L’esportazione dell’avocado sta prosciugando il Cile” è il titolo del documentario prodotto dalla Thomson Reuters Foundation.

el agua es un derecho, no un privilegio

Association Modatima, Cile

Nel 2010, su iniziativa di alcuni Paesi latino‐americani, l’Assemblea generale dell’ONU e successivamente il Consiglio dei diritti umani hanno dichiarato il diritto all’acqua un diritto umano, universale, autonomo e specifico. L’Obiettivo 6 dell’Agenda per lo sviluppo sostenibile propone di “assicurare l’accesso universale all’acqua da bere e ai servizi igienici attraverso un prezzo accessibile e una gestione efficiente e sostenibile. Nel 2030 20 milioni di cittadini non avranno ancora accesso all’acqua potabile. 2,1 miliardi di abitanti non possiedono ancor oggi nella propria abitazione un accesso continuato e sicuro all’acqua potabile; 4,4 miliardi di persone non hanno accesso a servizi igienici. La situazione non è destinata a migliorare. Ogni giorno muoiono circa 1000 bambini a causa di malattie legate all’acqua e all’igiene.

Folha de San Paulo realizza un documentario in cui mostra come in Sudafrica nel 2017 le precipitazioni sono state solo il 30% della media sul lungo periodo. A città del Capo a causa della scarsità di precipitazioni hanno chiuso la fornitura idrica dalla rete, obbligando le persone ad approvvigionarsi nei punti di raccolta d’acqua. Il limite imposto è stato di 50L per persona al giorno. Le case con giardini privati non hanno diritto ad irrigare il terreno, il limitare gli sprechi è d’obbligo. Lo chiamano il giorno zero, il giorno in cui non si avrà più accesso all’acqua. Il messaggio che deve arrivare ai paesi di tutto il mondo è che i cambiamenti possono essere improvvisi e drammatici. Ci vuole un pò di umiltà nei confronti della natura. Occorre cambiare il nostro atteggiamento quotidiano.

Bangalore, la città dei laghi e dei giardini. Si trova a 920 metri di altitudine, il fiume da cui prende acqua si trova a 95km di distanza. 1,9 miliardi di acqua al giorno per soddisfare la richiesta di 13 milioni di persone. Nei prossimi 10 anni si prevede un aumento di persone fino a 20 milioni di persone. Negli ultimi 5 anni la metà dei laghi si è prosciugata.

Brejo do Cruz, Brasile, a causa della siccità l’acqua viene erogata solo due volte la settimana. Di solito le siccità si verificano ogni 10 anni, oppure durano due o tre anni. Ad oggi sono 7 anni che la zone è colpita da siccità. Le piogge solitamente cadono tra febbraio e maggio e la strategia è accumularle nel bacino Armando Ribeiro Goncalves, diga costruita a metà anni ‘80 capace di contenere 2400 metri cubi di acqua. Non è sufficiente però per assicurare il volume di sicurezza idrica.

I precedenti esempi mostrano come la scarsità d’acqua sia frutto di un mix degenerativo e inarrestabile causato da un lato dai cambiamenti climatici e dall’atro dall’utilizzo intensivo e incontrollato dell’acqua. Riprendo il motto cileno “l’acqua è un diritto, non un privilegio” e chiudo con la campagna di awareness every drop counts, ogni goccia conta. Pertanto, anche compiendo un gesto banale come ordinare un avocado toast al bar pensa a quale può essere il suo effetto sulla natura e quindi su di te. Pensa a ciò che c’è alla radice del problema. Tutto parte da te, le azioni che compi quotidianamente contano e possono fare la differenza.

Sustainable Development Goal 6: Clean Water and Sanitation

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