il cuore ha più stanze di un bordello

Se è vero che il primo amore non si scorda mai e che metà del tuo cuore è a lui dedicato; è vero anche che, sebbene occupi un posto minore, la metà dedicata al secondo amore è più profonda.

Napoli, le mie radici, è uno di quegli amori che ricordi con tenerezza, gioia, spensieratezza mista ad incoscienza; Napoli è la città delle prime volte, quella in cui sei cresciuta e che, attraverso i suoi vicoli, hai scoperto passaggi segreti che hanno svelato verità sconosciute. Napoli è la città dove torni per riequilibrare le energie, Napoli è la città in cui torni perché il suo colore serve come metro di paragone tra il suo mare e tutte le sfumature che hai scoperto ammirando i blu in giro per il mondo; Napoli è la città in cui torni perché il suo odore serve a fare il pieno di aria di casa. Napoli è famiglia e amicizie storiche, è comfort zone e stabili certezze.

Bologna è il secondo amore, di quelli intensi, cercati, voluti, di quelli totalizzanti e vissuti con tutte le energie che una donna, consapevole, cerca dalla sua seconda casa. Bologna è cultura e arte; è cittadinanza attiva e politica; è incontri causali e coltivati; Bologna è divertimento e perdizione; è curiosità, innovazione e scoperta.

L’anno 2020 sarà l’anno in cui sboccerà un nuovo amore, una nuova città: Beirut. Beirut romantica e maledetta, bella e per molti anni impossibile; Beirut è dall’identità cangiante, in costante bilico fra tradizione e modernità, decadenza e sfarzo, politica e religione. Da millenni luogo di incontro tra Occidente e Oriente, Beirut è coraggiosa.

Libri, documentari, pareri e racconti approfonditi per capire abitudini e storia del popolo libanese hanno acceso una scintilla. Come ogni nuova relazione si alternano curiosità e adrenalina, passione e notti insonni. I presupposti sono tali per cui la sensazione è quella di trovarmi in una città che, allo stesso tempo, mi accoglierà come Bologna e che mi faccia battere il cuore come solo Napoli sa fare.

Gli anni ’20 sono appena iniziati e sin dai primissimi giorni la percezione era quella di essere entrata in un decennio che passerà alla storia. E no, non per il fatto che mi trasferirò a Beirut, ma perché sono in gioco importanti sfide geopolitiche ed equilibri tali per cui ogni mossa può cambiare il destino di una persona, di un popolo. Guarderò con occhi ancora più attenti e curiosi quello che accadrà attorno a me, consapevole del fatto che vivrò in prima persona dinamiche ed esperienze lavorative, oltre che personali, mai vissute fin ora.

Parafrasando Gabriel Garcìa Màrquezil cuore ha più stanze di un bordello“, il mio è pronto a conoscere una nuova città, viverla e conoscerla da vicino, scoprire ed accettarne le debolezze, innamorarsi di quei dettagli che la rendono unica e lasciarsi travolgere dalla cultura, dalla storia e dalle persone che l’hanno resa così come è, ora.

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